Archive for Giugno, 2008

un film che vale la pena di vedere.

L’evento dell’estate è al cinema. Mercoledì 23 Luglio.

“Il cavaliere oscuro”, questa è la traduzione del più consono titolo inglese “Batman – The Dark Knight”. Dopo Batman Begins, ritondo al grande schermo del supereroe che in assoluto io apprezzo di più, a 2 anni di distanza, sempre in estate, esce il secondo capitolo, che vede Chirstian Bale, Bruce Wayne, Batman, combattere contro il joker, interpretato da Heath Ledger (morto per overdose, proprio a causa dell’interpretazione del personaggio del Joker). Io il film non l’ho ancora visto, c’è chi ha già avuto quest’onore. La critica è univocamente a favore di questo capolavoro. D’altronde che questa nuova avventura fosse una spanna sopra gli altri film si era già capito dalla campagna che è stata fatta nel mondo per promuoverlo, da biglietti ed anagrammi nascosti in alcune pasticcerie in giro per gli stati uniti, dal sito nel quale non si sapeva ancora chi fosse l’attore che interpretava il joker… In ogni caso, profonda ammirazione per l’ingegno, per l’intelligenza che hanno animato questa scommessa, di riportare batman al grande schermo.

Io ho visto, rivisto e stravisto Batman Begins, (oltre a tutti gli altri…). Beh… mi sembra che non ci sia altro da dire se non che Mercoledì 23 Luglio, in seconda serata, al Medusa di Bologna, in sala 1, fila G… IO CI SARO’.

Questo è il trailer in lingua originale…

Uno e Trino

tirare fuori le palle.

Bene, oggi post con le palle, nel vero senso della parola.

Devo dire che mi piace molto parlare con le persone, ascoltarle, cercare di capirle e (magari) poterle consigliare; è una cosa che mi riesce anche abbastanza bene, senza falsa modestia. Quello che però mi fa inca**are; quello per il quale io tutti i giorni mi batto (e a volte anche senza un senso preciso) è vedere persone che hanno le palle chiuse a chiave in un cassetto. Io mi rendo perfettamente conto che il mercato e la società stessa siano basati sul NON RISCHIO. I veri vincitori oggi sono quelli capaci di fare senza rischiare nulla (o facendo rischiare altri); e poi si vede che fine fa la sperimentazione, la ricerca… e via andare; ma questo poi sarebbe tutto un altro discorso.

Di tutte le cagate che sento dire ogni giorno sui cosiddetti “giovani” questa però mi fa particolarmente arrabbiare. Mi fa arrabbiare però diversamente dalle altre, perché è vera. E’ vero che la tendenza dei ragazzi di oggi è quella di NON RISCHIARE. Come dagli torto..? Gli adulti non insegnano di certo il contrario. Però è anche vero che non si può vivere pensando che “tanto non è colpa mia”… quindi basta, basta pensare che col fatto che tutti fanno così siamo giustificati a farlo anche noi. Poi ci meravigliamo che solo lo 0,1% degli under35 conta qualcosa in questo paese. E non venìtemi a parlare di precariato, di raccomandazioni e di tutte ‘ste storie… sono solo alibi. E gli alibi li usano i perdenti.

Io penso che una persona che si butta in qualcosa, che decide di provare a correre il rischio di non farcela, di restare delusa… beh, solo per questo si può considerare soddisfatta, mille metri avanti a tutti gli altri, e se anche non riesce nel suo tentativo (magari impiegandoci anche soldi oltre al proprio tempo) si trova ad aver piantato il seme di una quercia che per forza col tempo diventerà devastante; basta creare un circolo virtuoso. Chapeau!

Uno e Trino

gioventù tradita… dagli invidiosi.

E’ uscito oggi su La Repubblica (R2) un bell’articolone di tre pagine sui GGGGiovani e la loro situazione in Italia… L’ho letto con attenzione, anche perché il giornalista che ha scritto l’articolo (Gianpaolo Visetti) mi ha contattato una decina di giorni fa proprio perché stava lavorando su questo pezzo, e aveva bisogno di un contributo; siamo stati 3 ore a parlare in uno dei primi veri pomeriggi caldi bolognesi, alla “Linea”, in piazza Maggiore. L’articolo in sé non dice nulla di nuovo, parla del precariato, parla della condizione giovanile… E’ l’ennesima rinfrescatina di memoria di cui i bacucchi lettori di repubblica hanno bisogno, ogni tanto, rispetto ai temi di cui non ne sanno un ca**o. La cosa che però ho notato con piacere, stranamente, è che questo articolo non ha il tono descrittivo/sommario che hanno la maggior parte degli articoli su questo argomento; quì il buon Visetti da voce direttamente agli interessati, è una sorta di collage di opinioni; di suo c’è poco o niente (e meno male, visto che quando ci siamo incontrati non sapeva veramente nulla di studenti e gioventù italiana…); ci sono anche dei dati statistici, di certo non proprio confortanti, come il fatto che il reddito di un laureato italiano all’estero è più del doppio (2300 €) rispetto al reddito di un laureato che lavora in italia (993 €); o che lo 0,1% degli under35 è al potere in Italia. Sostanzialmente quello che resta, dopo aver letto il pezzo, è che chi oggi è definito “giovane” fa parte di una realtà a sé stante, che se potesse non vorrebbe aver nulla a che spartire con il “mondo vecchio, o adulto”. Viene fuori che “non sono bamboccioni, se potessero fuggirebbero da case vuote”… oppure che “il nostro paese, per adolescenti e istruzione, è all’ultimo posto in Europa”. L’articolo è veramente lungo, mi piacerebbe riscriverlo tutto ma non ho tempo… (oggi si gioca contro i Panthers… e non c’è domani…), percui mi limiterò a riscrivere il trafiletto del mio intervento (ehehehe..!):

“Invece di criminalizzarci nei convegni e sui giornali – dice Marco Mazzoni, 23 anni, fondatore del mensile studentesco “BLOGmag” – gli adulti dovrebbero ascoltarci e rispettarci. Discutono sempre del loro universo fondato sui soldi e non accettano il nostro mondo costruito sull’amicizia” La pubblicazione (si riferisce a BLOGmag) gratuita e scritta dagli studenti, è un caso clamoroso. Nata tre anni fa dalla fusione tra giornalini di classe (… non è vero!) diffonde mezzo milione di copie nelle scuole di tutt’Italia (oltre due milioni di lettori) è ha 27 edizioni locali. Gli argomenti, attraverso delle votazioni on-line, sono scelti dai ragazzi.

Le cose alla fine sono sempre le stesse, girale come ti pare, ma nei fatti questa condizione di “emarginazione sociale” della gioventù del nostro paese, creata da quelle persone che hanno fatto di tutto, mossi dall’invidia (perchè quando erano giovani loro erano felici un decimo rispetto a quanto lo siamo noi), per etichettarci come sballati idioti vandali e senza valori; non potrà durare in eterno.

Uno e Trino

donadoni a casa!!

Incredibile! Lo hanno mandato a casa!! Che grande notizia oggi per l’Italia…

Ma io voglio dire, ma Donadoni… ma chi lo voleva! Ma chi l’ha chiesto..! Non ha mai vinto nulla, non si è mai distinto per le sue doti da CT. Non posso che essere super felice di questa scelta della FederCalcio, soprattutto se accompagnata dalla scelta di affidare un nuovo incarico a Marcello Lippi!

cito da repubblica.it –> “L’esperienza del più giovane tecnico mai seduto sulla panchina azzurra (compie 45 anni a settembre) si conclude così dopo appena due anni. A sceglierlo, su suggerimento del vicepresidente Demetrio Albertini, fu nel luglio del 2006 l’allora commissario straordinario della Figc Guido Rossi. Durante la sua gestione, Donadoni nelle gare ufficiali con dei punti in palio ha collezionato dieci vittorie, tre pareggi e due sconfitte, una delle quali ai rigori contro la Spagna. Proprio questa gli è stata fatale, spalanco le porte al ritorno di Marcello Lippi.”

Uno e Trino

due bimbi bocciati in prima elementare.

Riporto fedelmente una ansa di oggi:

(ANSA) - VICENZA, 24 GIU - Due alunni di prima elementare a Vicenza sono stati bocciati perche’ non avrebbero raggiunto gli obiettivi minimi.La decisione delle insegnanti ha suscitato scalpore, visto che le bocciature a sette anni sono piuttosto inusuali ma il preside l’ha definita ‘frutto di una valutazione tutt’altro che superficiale delle potenzialita’ degli alunni ad imparare ma anche a recuperare’. Uno ’stop’ nell’interesse degli stessi bimbi e ’senza alcun intento punitivo’.

NO COMMENT

Uno e Trino

la fidanzata di un amico.

Capita di avere degli amici. Capita che gli amici abbiano una fidanzata. Capita che si esca con l’amico e che per l’occasione ha deciso di portare con sè la sua fidanzata. Capita che l’amico decida di presentare la sua nuova (o meno nuova) fidanzata. Capita, ed è una bella cosa. Ma però la domanda è: che tipo di rapporto è giusto avere con la fidanzata di un amico? Ha senso sviluppare una relazione di conoscenza o di amicizia che non corra sullo stesso binario dell’amicizia e della relazione che si ha con l’amico? Io penso di no. Le fidanzate degli amici, con grande onore e rispetto, restano sempre le fidanzate degli amici; ed è bello ridere, aiutarsi, consigliarsi e passare delle serate insieme; ma l’amicizia è la cosa più importante e va preservata.

Fermi tutti, ho un dubbio. Scusate ma… esiste l’amicizia fra uomo e donna?

Uno e Trino

manuale d’uso per andare al cinema.

Per molti andare al cinema è come andare… non so… a mangiare una pizza. E’ una cosa normale. E’ normale per molti, ma non per me. Andare al cinema è un rito…! Io non amo la routine o le cose ripetitive, ma quando trovo un intrattenimento che mi compiace, generalmente tento di ripeterlo sempre con le stesse modalità. Dunque, visto che oggi mi sento particolarmente altruista, vi svelerò i punti salienti del mio rito, cosicchè potrete sperimentare e compiacervi anche voi.

PRIMO COMANDAMENTO: non esiste altro cinema al di fuori del Medusa Multisala.

SECONDO COMANDAMENTO: Il film da vedere va deciso prima di decidere se andare al cinema o no. Non si va al cinema per principio, non si sceglie cosa vedere una volta arrivati al cinema. Ci si deve collegare su www.medusacinema.it e scegliere tra i film in programmazione. Se al Medusa non c’è nessun film interessante, NON SI VA AL CINEMA.

TERZO COMANDAMENTO: Al cinema si va sempre e solo in 2. Se la compagnia è sempre la stessa è meglio.

QUARTO COMANDAMENTO: I biglietti si comprano almeno 3 ore prima dell’inizio del film. O con carta di credito via web, oppure andando appositamente alla cassa del cinema ad acquistare.

QUINTO COMANDAMENTO: Non esiste altro posto al di fuori della fila del corridoio (per le sale da 2 a 9 è la fila G, per la sala 1 è la fila H). Per la precisione ci si può sedere solo nei posti compresi tra il 5 e il 15. Se non ci sono questi posti liberi non si va al cinema. (Se malauguratamente entrando in sala si dovesse scoprire che i posti sono abusivamente occupati da altri, ci si può dimenticare della buona educazione e SI DEVE far liberare i propri posti anche con l’uso della forza, NEL PIU’ BREVE TEMPO POSSIBILE).

SESTO COMANDAMENTO: Gli orari. I film si possono guardare solo in seconda serata, quindi dopo le 22. Si arriva al cinema esattamente all’orario indicato di inizio film sul biglietto (i film hanno mediamente 15 minuti di pubblicità prima dell’inizio). Dall’arrivo al cinema si hanno 10 minuti per acquistare generi di consumo per la sala (preferibilmente caramelle gommose e The alla pesca - grande o jumbo). Si può entrare in sala solo quando le luci sono spente, e si deve entrare in tempo per vedere i trailers degli altri film in uscita. Si esce dalla sala non per forza a film finito (se il film fa cagare è concesso andarsene prima), ma comunque prima che le luci si accendano. Bisogna uscire dalla sala sempre e comunque per primi.

SETTIMO COMANDAMENTO: Non è possibile parcheggiare la macchina o lo scooter in nessun posto, se non davanti al cinema. L’unica eccezione per poter parcheggiare a fianco è un parcheggio selvaggio sul marciapiede (non davanti alle uscite di sicurezza).

OTTAVO COMANDAMENTO: Non dire a nessuno il titolo del film che si è deciso di andare a guardare. I commenti di chi lo ha già visto non sono rilevanti.

NONO COMANDAMENTO: chi compra i biglietti paga anche per l’altro. L’altro però deve pagare i generi di consumo al cinema per entrambi e senza alcun limite.

DECIMO COMANDAMENTO: E’ consentito raccontare la fine del film dopo averlo visto, anche a persone che dichiarano di volerlo andare a vedere.

DISPOSIZIONI FINALI: Non ci si trova direttamente al cinema con mezzi diversi. Chi propone di andare al cinema deve comprare i biglietti e andare a prendere il compagno. Viceversa non si va al cinema. / Durante il viaggio da e per il cinema, non si può parlare di cose serie. Solo cazzate. / La scelta del film da vedere è di priorità di chi invita al cinema, ma qualora la scelta dovesse essere sbagliata, la persona non può sceglierlo la volta successiva. / I giorni migliori per andare al cinema sono il martedì e il giovedì. / l’abbigliamento per andare al cinema deve privilegiare la comodità all’estetica.

Queste disposizioni sono il frutto di un lustro di test da parte mia e del buon Raymond Ray Pilotti (che ringrazio per la collaborazione). Chi legge non può divulgare a terzi il contenuto delle seguenti disposizioni, nè può applicarne solo ancune (o tutto o niente!).

ENJOY!

Uno e Trino

si frullerà?

Oggi, sarà un post molto easy… molto gaggoso. Voglio consigliarvi un sito. E’ una figata, praticamente è una marca di frullatori, che per fare promozione al proprio prodotto guardate cosa si è inventata (ho allegato quì un video, ma sul sito ce ne sono tantissimi).

www.willitblend.com

Uno e Trino

se rinasco faccio il grafico.

Andrea T Mendoza è un grande deejay. Andrea T Mendoza ha fatto dei dischi che sono stati un successo planetario, come per esempio “Saxy”, o altri. Ma per me Andrea “superyesss” T Mendoza è soprattutto un amico. Nella fattispecie un amico che non sentivo da tanto tempo, tipo un anno. Allora qualche giorno fa ho preso su il telefono e l’ho chiamato e mi ha risposto…“che Sbòcio!” Dice sempre così… da bravo veneziano, si sente tutto il suo accento…! Eh!

Niente, si fa così per parlare, cos’hai fatto quest’anno, che progetti hai… etc etc… Ad un certo punto mi dice che sta per rifare la compilation che ogni estate porta al Billionaire (dove è deejay resident) per regalarla qua e là… ai super vips. Allora salta su e mi dice… “dai Marco, fammi tu la grafica della cover… superyesssss”… Io gli avevo già fatto la cover della compilation precedente, perchè come… chiamiamolo “passatempo”, in passato mi sono dilettato ad imparare ad usare i programmi di grafica… e accetto.

Vabbè, la storia è lunga e un po’ noiosa, ma alla fine, dopo 2 giorni di lavoro, quello che si vede qui sopra (con l’indispensabile aiuto di rolli) è uno screenshot del risultato…

Che ve ne pare? Maraglia…? A me… MI PIACE!

Ad Andrea è piaciuta… ed ora sono al lavoro per quella del Movida di Londra… ! Togo!

Uno e Trino

la forza delle relazioni.

Negli anni 80 stampavi mille volantini (anche scardozzi) e 100 locandine… te li andavi a piazzare qua e là in giro per il centro, e sapevi bene o male che un po’ di pubblicità riuscivi a farla. Sapevi che qualcuno avrebbe intercettato il tuo messaggio e magari si sarebbe interessato al tuo prodotto/servizio. Oggi se fai una roba del genere e pensi che qualcuno ti caghi… o sei un pazzo oppure hai voglia di buttare via dei soldi.

La verità è che oggi la gente (secondo me giustamente) non si fida più di nessuno. Troppi furbetti del quartierino, troppi inghippi dietro l’angolo, troppi mascalzoncelli. Oggi un rapporto di amicizia, una relazione di conoscenza, è il non plus ultra per tutto, conta solo quello. Ma non è solo una questione di promozione di prodotti, è questo il bello; oggi le relazioni sono fondamentali per tutto. Chi se li caga più i Curriculum? Mandare in giro un curriculum per me è come attaccare 100 locandine. Ti contattano solo i disperati! Tutto oggi succede a favore di relazioni, di conoscenze. E’ non è che per questo solo i figli di papà avranno chances per trovare più facilmente quello che cercano. Una relazione è importante a prescindere. Anche un universitario che studia fuori sede ha tutte le possibilità per crearsi una rete di relazioni, che gli possano servire per il suo futuro, o per fare un favore a qualcuno. E’ tutta questione di riuscire a creare un circolo virtuoso.

A volte ho sottovalutato la forza di avere relazioni vere con le persone, e ho sbagliato di grosso. Il fatto è che per mantenere una relazione positiva bisogna avere due palle quadrate. Perché devi rispondere di quello che fai e di quello che dici. Perché te la giochi tu, non hai l’aiuto da casa o del computer… In più c’è il rovescio della medaglia: non sempre una relazione resta “positiva”. Ed una relazione chiusa male fa molto più danno di una relazione mai avuta.

Poi… c’è chi è di sua natura portato a stare a contatto con la gente, come c’è gente che proprio non è capace; questo è vero. Ma la realtà è questa. Se io devo assumere a pari capacità un ragazzo che conosce un mio amico o magari mi è stato presentato da un amico, rispetto ad uno che potrebbe essere il figlio non riconosciuto di Bin Laden… non ci penso neanche un secondo (scelgo il figlio non riconosciuto di Bin Laden!!).

Tiratela… e andrai lontano!

Voi che ne pensate?

Uno e Trino