un convegno sui gggiovani!

Ieri sono stato al convegno Teenager, a Milano, presso il teatro “Dal Verme”. Molto interessante… anche se tante cose sono state dette e ridette in tutte le salse… Era pieno di “professoroni” in giacca e cravatta… e io ero lì con un jeans e una felpa! ehehehe…

La cosa sempre spiacevole però è che alcuni dei relatori erano lì perché avevano pagato… e per carità… hanno detto delle cose interessanti… MA HANNO PAGATO! Mah..! (w le markette!)

Nel mio intervento ho cercato di far capire alla platea la differenza fra “giovane” e “teenager”… Ovviamente mi sono battuto strenuamente cercando di far passare il messaggio che “giovane” di per sé non è un termine che identifica anagraficamente una porzione di popolazione… in ogni caso, ho deciso di pubblicare sul blog le slides dell’intervento.

SLIDES

Enjoy!

Uno…

tirare fuori le palle.

Bene, oggi post con le palle, nel vero senso della parola.

Devo dire che mi piace molto parlare con le persone, ascoltarle, cercare di capirle e (magari) poterle consigliare; è una cosa che mi riesce anche abbastanza bene, senza falsa modestia. Quello che però mi fa inca**are; quello per il quale io tutti i giorni mi batto (e a volte anche senza un senso preciso) è vedere persone che hanno le palle chiuse a chiave in un cassetto. Io mi rendo perfettamente conto che il mercato e la società stessa siano basati sul NON RISCHIO. I veri vincitori oggi sono quelli capaci di fare senza rischiare nulla (o facendo rischiare altri); e poi si vede che fine fa la sperimentazione, la ricerca… e via andare; ma questo poi sarebbe tutto un altro discorso.

Di tutte le cagate che sento dire ogni giorno sui cosiddetti “giovani” questa però mi fa particolarmente arrabbiare. Mi fa arrabbiare però diversamente dalle altre, perché è vera. E’ vero che la tendenza dei ragazzi di oggi è quella di NON RISCHIARE. Come dagli torto..? Gli adulti non insegnano di certo il contrario. Però è anche vero che non si può vivere pensando che “tanto non è colpa mia”… quindi basta, basta pensare che col fatto che tutti fanno così siamo giustificati a farlo anche noi. Poi ci meravigliamo che solo lo 0,1% degli under35 conta qualcosa in questo paese. E non venìtemi a parlare di precariato, di raccomandazioni e di tutte ‘ste storie… sono solo alibi. E gli alibi li usano i perdenti.

Io penso che una persona che si butta in qualcosa, che decide di provare a correre il rischio di non farcela, di restare delusa… beh, solo per questo si può considerare soddisfatta, mille metri avanti a tutti gli altri, e se anche non riesce nel suo tentativo (magari impiegandoci anche soldi oltre al proprio tempo) si trova ad aver piantato il seme di una quercia che per forza col tempo diventerà devastante; basta creare un circolo virtuoso. Chapeau!

Uno e Trino

gioventù tradita… dagli invidiosi.

E’ uscito oggi su La Repubblica (R2) un bell’articolone di tre pagine sui GGGGiovani e la loro situazione in Italia… L’ho letto con attenzione, anche perché il giornalista che ha scritto l’articolo (Gianpaolo Visetti) mi ha contattato una decina di giorni fa proprio perché stava lavorando su questo pezzo, e aveva bisogno di un contributo; siamo stati 3 ore a parlare in uno dei primi veri pomeriggi caldi bolognesi, alla “Linea”, in piazza Maggiore. L’articolo in sé non dice nulla di nuovo, parla del precariato, parla della condizione giovanile… E’ l’ennesima rinfrescatina di memoria di cui i bacucchi lettori di repubblica hanno bisogno, ogni tanto, rispetto ai temi di cui non ne sanno un ca**o. La cosa che però ho notato con piacere, stranamente, è che questo articolo non ha il tono descrittivo/sommario che hanno la maggior parte degli articoli su questo argomento; quì il buon Visetti da voce direttamente agli interessati, è una sorta di collage di opinioni; di suo c’è poco o niente (e meno male, visto che quando ci siamo incontrati non sapeva veramente nulla di studenti e gioventù italiana…); ci sono anche dei dati statistici, di certo non proprio confortanti, come il fatto che il reddito di un laureato italiano all’estero è più del doppio (2300 €) rispetto al reddito di un laureato che lavora in italia (993 €); o che lo 0,1% degli under35 è al potere in Italia. Sostanzialmente quello che resta, dopo aver letto il pezzo, è che chi oggi è definito “giovane” fa parte di una realtà a sé stante, che se potesse non vorrebbe aver nulla a che spartire con il “mondo vecchio, o adulto”. Viene fuori che “non sono bamboccioni, se potessero fuggirebbero da case vuote”… oppure che “il nostro paese, per adolescenti e istruzione, è all’ultimo posto in Europa”. L’articolo è veramente lungo, mi piacerebbe riscriverlo tutto ma non ho tempo… (oggi si gioca contro i Panthers… e non c’è domani…), percui mi limiterò a riscrivere il trafiletto del mio intervento (ehehehe..!):

“Invece di criminalizzarci nei convegni e sui giornali – dice Marco Mazzoni, 23 anni, fondatore del mensile studentesco “BLOGmag” – gli adulti dovrebbero ascoltarci e rispettarci. Discutono sempre del loro universo fondato sui soldi e non accettano il nostro mondo costruito sull’amicizia” La pubblicazione (si riferisce a BLOGmag) gratuita e scritta dagli studenti, è un caso clamoroso. Nata tre anni fa dalla fusione tra giornalini di classe (… non è vero!) diffonde mezzo milione di copie nelle scuole di tutt’Italia (oltre due milioni di lettori) è ha 27 edizioni locali. Gli argomenti, attraverso delle votazioni on-line, sono scelti dai ragazzi.

Le cose alla fine sono sempre le stesse, girale come ti pare, ma nei fatti questa condizione di “emarginazione sociale” della gioventù del nostro paese, creata da quelle persone che hanno fatto di tutto, mossi dall’invidia (perchè quando erano giovani loro erano felici un decimo rispetto a quanto lo siamo noi), per etichettarci come sballati idioti vandali e senza valori; non potrà durare in eterno.

Uno e Trino