Michael Bolton @ Bologna

Ieri sera sono stato al concerto di Michael Bolton all’Auditorium Manzoni… E voi direte… ‘na roba un po’ da vecchi! E in effetti c’erano solo dei gran vecchi.

Però ciò non toglie che non sia stato un grande spettacolo, che Bolton ha voluto dedicare a Luciano Pavarotti.

Da notare il fatto che a differenza di tutti gli altri cantanti che ho visto esibirsi live… lui si “dissetava” non da una semplice bottiglietta d’acqua… bensì… da un calice d’oro!! Che maraglio!

A me il concerto è piaciuto, la compagnia pure… ma detto questo, quello che ho apprezzato più d tutto è stato passare una serata diversa. Invece che dire le solite due cagate o ascoltare sempre la stessa musica da “gggiovani” ogni tanto passare anche una serata in compagnia dei vecchi non fa assolutamente male, anzi. Eppoi ha fatto anche delle canzoni daaance!! figo!

Provare per credere.

Uno…

L’ultimo giorno è sacro.

Sabato scorso hanno chiuso finalmente i battenti più di 3mila scuole superiori italiane, da Bolzano a Ragusa. Ebbene, cosa succede tutti gli anni (da umana memoria…) l’ultimo giorno di scuola? GA-VET-TO-NI !!!

I giornali di oggi sono fantastici; il carlino ovviamente non da nessuna notizia a riguardo, troppo impegnati quei giovanotti a parlare delle reti da pesca e d un idolo locale che vince 500mila euro al gratta-e-vinci e scappa. Repubblica invece decide di fare una doppia pagina proprio su questo, con tanto di commento di Michele Serra (Caro Michele, ho letto commenti migliori). Nell’articolo si parla un po’ di Bologna (ovviamente del Righi, del S.Luigi e del Galvani), un po’ di Roma e un po’ di Milano; ma si parla soprattutto di “pestaggi” di “feriti” di “bulli” di “polizia”…

L’ultimo giorno di scuola non cesistono bulli, perché tutti, nelle scuole “calde”, sanno esattamente quello che succederà. Lo sa il bidello, lo sa il prof, lo sanno i primini, lo sanno i negozianti della zona… LO SANNO TUTTI. Dunque, se tutti sanno quello che succederà, significa che chi è lì in quel momento vuole stare lì, o per vedere o per combattere; in altri termini se la stanno cercando. Se io sono nella curva degli ultras allo stadio e mentre i miei vicini fanno casino mi arriva un lacrimogeno in fronte, non sono una vittima di pestaggi… me la sono cercata! Per questo non possono esistere l’ultimo giorno di scuola vittime di bulli, vittime di pestaggi. Esistono solo ragazzi che si tirano delle uova (più o meno fresche), dei gavettoni e della farina, e tra questi c’è chi le prende e chi le dà. Se poi chi le prende, ferito nell’orgoglio, decide che non è finita lì e vuole farsi giustizia… Beh allora può capitare che ci sia una piccola rissa, che al massimo finirà con un naso rotto e qualche livido.

L’ultimo giorno di scuola non ci sono vittime, ci sono solo studenti che vogliono divertirsi il più possibile anche perché sanno che da lì all’immediato futuro magari avranno meno occasioni di vedersi con i loro compagni, e quindi quella potrebbe essere una delle ultime occasioni (insieme alla festa della sera stessa, organizzata chissà dove) per poter far balotta insieme.

Io negli ultimi giorni di scuola alle superiori ho sempre fatto un gran casino, e ne andrò sempre fiero. Non sono per niente del parere che i gavettoni dell’ultimo giorno di scuola siano l’ennesimo specchietto dell’adolescenza mal cresciuta di questi ultimi tempi; ed è per questo che sono convinto che chi strumentalizza ogni anno queste vicende per denotare ancora una volta che i giovani d’oggi sono allo sbando, è soltanto invidioso ed è preso dai rimorsi perché quando poteva essere il suo momento invece di essere lì era a casa sua a farsi le pugnette.

Uno e Trino